Energia

Energia eolica offshore e biodiversità: possiamo produrre energia senza sacrificare la natura?

Produrre energia in mare senza sacrificare la natura: è possibile? Facciamo il punto sui reali impatti dell'eolico offshore sulla biodiversità.

Come Atlantide, le turbine eoliche offshore emergono dalle acque, elevandosi sopra le onde per catturare venti che la terraferma non può raggiungere. A differenza della leggendaria città perduta nell'oblio, le turbine eoliche incarnano una promessa: quella di un futuro in cui l'energia sia pulita e la transizione energetica ed ecologica avanzi a grandi passi.

Ma sotto la superficie, cosa sta succedendo davvero? La storia che si racconta è quella di una natura sacrificata o quella di un nuovo possibile equilibrio tra l'umanità e il mondo vivente? Analizziamolo insieme.

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La COP16 sulla biodiversità in Colombia ha ufficialmente posto la salvaguardia della biodiversità sullo stesso piano dell'emergenza climatica. Se vogliamo evitare un mondo privato della sua diversità, è fondamentale attuare una transizione energetica ed ecologica attraverso l'impiego di energie a basse emissioni di carbonio per sostituire i combustibili fossili come petrolio, gas e carbone.

Cos'è l'energia eolica offshore?

Cifre chiave

  • Al 31 marzo 2025, il parco eolico francese ha raggiunto una capacità di 24,9 GW, di cui 23,4 GW di eolico onshore e 1,5 GW di eolico offshore.
  • La Francia punta a 3,6 GW di capacità eolica offshore installata entro il 2030.
  • In Francia, l'eolico offshore ha rappresentato quasi 4 TWh nel 2024, mentre l'eolico onshore ha prodotto quasi 42,9 TWh.

A differenza di una turbina eolica onshore, una turbina eolica galleggiante si trova in mare aperto. A parte la posizione, il principio è lo stesso: sfruttare l'energia cinetica del vento per convertirla in elettricità.

Tecnologie eoliche offshore

  • Fondazione monopalo: Composta da un tubo d'acciaio infisso nel fondale marino, questa tecnologia rappresenta la maggior parte delle turbine eoliche installate in mare in Europa.
  • Fondazione a giubbotto (jacket): Questa fondazione metallica è consigliata per profondità fino a 50 metri.
  • Fondazione a gravità: Una grande e pesante base in calcestruzzo posizionata sul fondale marino, progettata per rimanere in posizione anche in condizioni meteorologiche estreme.
  • Semisommergibile: La turbina eolica poggia su grandi galleggianti tenuti in posizione da un'ancora a gravità standard, garantendo un'eccellente stabilità strutturale.
  • Supporto a chiatta: Come per la tecnologia semisommergibile, la turbina eolica è installata su un galleggiante. Tuttavia, è di dimensioni ridotte, il che offre una minore stabilità.
  • Tecnologia SPAR: La turbina eolica è montata su un unico galleggiante sotto forma di colonna verticale pesantemente zavorrata.
  • Tecnologia TLP (Tension Leg Platform): Caratterizzata da un sistema di ancoraggio teso basato su cavi fissati al fondale marino, questa struttura consente alla piattaforma che sostiene la turbina eolica di galleggiare con grande stabilità.

Cosa dice il parere scientifico sull'impatto dell'eolico offshore sulla biodiversità?

Commissionati nel 2023, l'Ifremer e il CNRS hanno presentato i risultati sui potenziali effetti dei parchi eolici offshore sulla biodiversità marina all'inizio di luglio 2026. Questo lavoro ha analizzato 10 tipi di pressioni che possono influenzare gli ambienti marini nelle varie fasi di un progetto, tra cui gli effetti barriera e i rischi di collisione per la fauna selvatica, le emissioni chimiche e sonore, e gli impatti sulle attività di pesca.

Sebbene alcuni di questi effetti siano ormai ben documentati, altri restano ancora da studiare. I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno delineato un quadro articolato, bilanciando gli effetti documentati con le incertezze persistenti. Ecco cosa è emerso: 3 pressioni (l'effetto ostacolo per gli uccelli, l'impatto del rumore sui mammiferi marini durante la fase di costruzione e l'effetto barriera corallina) hanno mostrato effetti comprovati, ma locali e variabili a seconda del contesto: specie coinvolte, tecnologie utilizzate, posizione e fase di sviluppo del parco eolico. Per la maggior parte delle altre pressioni, come le emissioni chimiche, la luce artificiale o i campi elettromagnetici, i dati rimangono insufficienti. Senza studi disponibili sugli effetti a lungo termine (oltre i 10 anni) e su larga scala (attualmente i dati si concentrano sul Mare del Nord), gli scienziati non sono in grado di trasporre i risultati alle coste francesi. Per mitigare i potenziali effetti, sottolineano tuttavia leve promettenti come le barriere di bolle durante l'infissione dei pali, lo spegnimento temporaneo delle turbine durante i periodi di migrazione e l'interramento dei cavi.

Questo parere tecnico rappresenta innanzitutto un'opportunità per inquadrare le decisioni future, in un momento in cui la Francia punta a raggiungere 45 GW di energia eolica offshore entro il 2050. Esso richiede di rafforzare il monitoraggio ambientale a lungo termine e su più siti, di armonizzare i protocolli di misurazione e di estendere la ricerca ai gruppi biologici ancora poco studiati. Incoraggia inoltre uno sviluppo industriale in armonia con le sfide della conservazione della biodiversità marina, ricordando che la transizione energetica ed ecologica può dirsi pienamente riuscita solo se le infrastrutture sostenibili soddisfano le esigenze del mondo vivente tanto quanto quelle del clima.

Per ulteriori informazioni su un investimento nell'energia eolica, vi invitiamo a contattare il team Investor Relations prenotando un appuntamento online, telefonicamente al numero 04 119 341 11 o via email all'indirizzo: [email protected].

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