Energia

80 parlamentari chiedono una moratoria sui sussidi alle energie rinnovabili!

80 parlamentari hanno chiesto al governo una moratoria sulle varie forme di sostegno alle energie rinnovabili, denunciandone i costi e l'inefficacia.

Essere disconnessi, ignorare i fatti e prendere posizione: un trio vincente per alimentare la controversia sulle energie rinnovabili!

Se ve lo siete perso, qualche settimana fa, Le Point, in un articolo intitolato Politica energetica francese: una pausa è necessaria!, ha riportato una rubrica edificante, piena di errori, disinformazione e scorciatoie. 80 parlamentari ha chiesto al governo una moratoria sulle varie forme di sostegno alle energie rinnovabili, denunciandone i costi e l'inefficacia.

Inizialmente, sorpresi, abbiamo messo in dubbio la giustificazione delle dichiarazioni fatte. In quel momento siamo rimasti sbalorditi dal livello di ignoranza e mancanza di padronanza di questi funzionari e rappresentanti eletti francesi. Sebbene contribuiscano allo sviluppo delle leggi e delle questioni ad esse collegate, affermano posizioni irrazionali e ideologiche su questo tema centrale dell'energia. Abbiamo quindi deciso di offrire loro una formazione gratuita e di ristabilire alcune verità fattuali mostrando loro l'utilità e l'importanza della transizione energetica nella politica francese ed europea.

Ristabiliamo la verità!

👉🏻 «Il mix energetico è già privo di carbonio al 95%! »

Confondere il mix energetico con il mix elettrico porta, come vediamo qui, a un grave «errore». Da un lato, il mix energetico si riferisce alla distribuzione di tutte le diverse fonti energetiche utilizzate per soddisfare il fabbisogno di un determinato territorio, sia in termini di produzione di elettricità, ma anche di trasporto o produzione di calore o freddo. D'altra parte, il mix elettrico costituisce tutte le fonti energetiche utilizzate nella produzione di elettricità in un paese. Confondere questi due concetti non è degno di funzionari eletti che dovranno contribuire alla costruzione del nostro futuro quadro energetico.

🔢 Le cifre chiave REALI

Nel 2023, il mix energetico francese era composto dal 38,6% di energia nucleare e dal 15,4% di energia rinnovabile (compresa l'energia idroelettrica). È quindi decarbonizzato a 54%!

Dati da Rapporto sull'energia francese, edizione 2024.

👉🏻 «L'energia nucleare, una fonte di energia controllabile, senza emissioni di carbonio e conveniente a lungo termine, l'unica garanzia della nostra sovranità energetica».

Dal 2005 al 2020, il 75% del nostro uranio è stato importato dal Niger (24.787 t/anno esportati in tutto il mondo), dal Kazakhstan (27.748 t/anno esportati in tutto il mondo), dall'Uzbekistan (22.197 t/anno esportati in tutto il mondo) e dall'Australia (25.804 t/anno esportati in tutto il mondo). Non possiamo quindi parlare di sovranità in termini di energia nucleare, e nemmeno per quanto riguarda la gestione dei rifiuti prodotti da questa industria (per lo più inviati in Russia).

👉🏻 «Dieci ex prestigiosi leader della storia energetica del nostro Paese [...] hanno chiesto al Primo Ministro di avvertirlo dei colossali danni economici, sociali e ambientali causati dal perseguimento di una politica energetica senza direzione, accecata dall'uso massiccio di energie rinnovabili senza tenere conto dei loro impatti concreti sulla nostra sovranità energetica».

Quando parlano di sovranità energetica, dimenticano che per essere indipendenti dobbiamo prima liberarci dalle importazioni di gas o petrolio, ad esempio? Dimenticano anche che le potenziali fluttuazioni geopolitiche possono aumentare la bolletta? Per essere molto prosaici, è importante sapere che l'importazione di idrocarburi per il nostro consumo rappresenta un costo di 71 miliardi di euro nel 2023. Come possiamo ridurre questa bolletta se non elettrificando gli usi e il massiccio dispiegamento, tra le altre cose, delle energie rinnovabili? Ecco perché pianificare e accelerare il ritmo di diffusione delle energie rinnovabili è oggi una delle condizioni essenziali per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento del nostro Paese e raggiungere il nostro obiettivo di neutralità carbonica. Ogni kWh aggiuntivo di energia rinnovabile prodotto sostituirà i kWh prodotti dalla combustione di petrolio e gas in Francia o in Europa e ridurrà la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili limitando al contempo la nostra esposizione agli shock dei prezzi sui mercati globali.

🔢 Le cifre chiave REALI

In Francia, l'energia rinnovabile ha generato 5,9 miliardi di euro netti nel 2022-2023. E, senza dubbio, molto di più se sappiamo che ha contribuito a finanziare parte dello scudo tariffario da 30 miliardi di euro, al fine di alleggerire le bollette energetiche dei privati attraverso la riduzione dell'affitto inframarginale.

Dati da Cifre chiave dell'energia, edizione 2024.

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